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I migliori posti in Italia in cui fare snorkeling

07 agosto 2020
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Il termine snorkeling indica quell’attività che consiste nel nuotare a pelo d’acqua provvisti di maschera, boccaglio (in inglese snorkel) e pinne. A differenza di quanto accade nelle immersioni “classiche”, nello snorkeling la respirazione naturale non si interrompe praticamente mai, in quanto non si va mai oltre i cinque metri di profondità. Questa caratteristica ha reso luoghi come la barriera corallina australiana o le Maldive le mete preferite dei patiti di questa attività ma, anche in Italia, ci sono spazi perfetti da esplorare con le pinne ai piedi.

Partendo dall’estremo nord della Penisola, in Friuli Venezia Giulia si incontra un meraviglioso tratto di costa tutelato grazie all’istituzione dell'Area Marina di Miramare. Pur essendo poco esteso, ha la particolarità di contenere al suo interno tre microambienti diversi: la zona di marea, l'ambiente di roccia e ghiaia e i fondali sabbiosi e fangosi. Ognuna di queste zone ha diverse specie osservabili ma quella simbolo della Riserva Marina Protetta è la bavosa pavone o salaria pavo, un pesce che può arrivare a raggiungere i 13 centimetri di lunghezza e che ama vivere proprio in acque molto basse, per la felicità degli appassionati di snorkeling. Durante l’estate, nonostante la relativa profondità del Golfo di Trieste, non è così raro riuscire ad avvistare delfini e tartarughe di mare, a volte segnalate addirittura dagli stessi bagnanti.

Ben più ampio è lo spazio coperto dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che comprende ben sette isole abbastanza famose: Capraia, Elba, Pianosa, Montecristo, Gorgona, Giannutri e Giglio. Le coste di queste vere e proprie oasi nel Tirreno offrono spot ideali per fare immersioni armati di boccaglio. Le acque dell’arcipelago non ospitano solo pesci e cetacei ma addirittura relitti di navi abbandonate da anni: all’Elba, nei pressi della spiaggia dell’Ogliera, a soli 12 metri di profondità giace dal 1972 il cargo mercantile Elviscot, ormai diventato rifugio di diverse specie.

Nel centro Italia, dal lato opposto dello Stivale, un luogo ancora abbastanza sottovalutato dagli appassionati è la Riviera del Conero, nelle Marche. Un ambiente naturale dalle caratteristiche uniche, penalizzato da un’acqua estremamente torbida a causa dell’abbondanza di fitoplancton e di fondali fangosi. Queste condizioni rappresentano tuttavia anche le basi della biodiversità di questa zona: le pareti calcaree del monte, che costituiscono una sorta di isola rocciosa in un mare di sabbia, attirano una moltitudine di organismi che trovano le condizioni ideali per la propria sopravvivenza, anche grazie all’abbondanza di cibo costituito dal fitoplancton. Il Conero offre insomma un micro-mondo unico dove, proprio grazie a quelle caratteristiche che a prima vista sembrerebbero un handicap, si possono osservare specie rare e a rischio estinzione nel resto del Mediterraneo.

Il Marine Conservation Institute è una fondazione americana famosa per il suo impegno nella tutela di simili ecosistemi marini e, ogni anno, individua sei nuove oasi naturali da insignire del prestigioso Blue Park Award. Nel nostro Paese, tra le aree protette, spicca Torre Guaceto, la prima italiana ad ottenere il riconoscimento. L’Area Marina Protetta di Torre Guaceto si trova in Puglia, lungo la costa adriatica dell’alto Salento, non troppo lontano da Brindisi, e si distingue per un altissimo livello di biodiversità: non solo tantissimi pesci ma anche tante specie vegetali, tra cui la caratteristica posidonia. Si tratta di una pianta che forma autentiche praterie visibili a bassa profondità. In quegli stessi spazi, nidifica anche un piccolo uccello altrettanto caratteristico: il fratino.

Scendendo ancora più a sud e tornando tra Tirreno e Ionio, in Sicilia, è inevitabile menzionare l’Area Marina Protetta di Ustica, che arriva a estendersi per oltre 1500 ettari.  Istituita nel novembre del 1986, si tratta di un luogo imperdibile per i veri amanti del mare: la presenza di antichi reperti di diverse epoche ha reso le acque limpidissime di Ustica un autentico museo sottomarino all’interno di un ambiente puro e incontaminato, dove la storia convive con magnifici esemplari di fauna e flora marina, a partire da cernie brune e occhiate.

Resta infine l’altra isola, la Sardegna, che offre agli appassionati di snorkeling la costa di Alghero, nota anche come la capitale della Riviera del Corallo. In queste acque è infatti possibile trovare la maggior colonia di corallo della qualità più pregiata in Italia. Da visitare c’è poi la Grotta di Nettuno, raggiungibile sia via terra che via mare, fiore all’occhiello dell’area marina di Capo Caccia-Isola Piana e di tutta la Riviera del corallo.

Quest’estate, l’appassionato di snorkeling italiano può contare su una variegata scelta di acque in cui poter letteralmente “tuffarsi” rimanendo a pochi passi da casa.

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