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La più famosa studiosa di primati al mondo vuole piantare 128 alberi per ogni persona sulla Terra

24 marzo 2022

Attraverso la campagna Trees for JaneJane Goodall, la ricercatrice ambientalista e la primatologa più famosa al mondo, lancia un appello per stimolare la partecipazione all’iniziativa, e per incentivare l’impegno nel fermare la deforestazione aiutando a ricostruire lo stock di alberi e foreste nel mondo. L’obiettivo è decisamente ambizioso: piantare o preservare ben 128 alberi per ogni essere umano sul pianeta Terra.

Gli alberi sono il fondamento del nostro ecosistema, del nostro pianeta”, afferma la dottoressa Goodall. “Proteggere, ripristinare e piantarne di nuovi è un modo tangibile per salvare il nostro clima e al contempo creare un mondo migliore per tutte le creature viventi”.

Jane Goodall e la salvaguardia dell'ambiente

Nel 1960 Jane Goodall ha iniziato a studiare la vita e la mente degli scimpanzé nel loro ambiente naturale e, in oltre sessant’anni di lavoro, è riuscita a dimostrare alla comunità l’urgenza di proteggerli dall’estinzione. Anche e soprattutto attraverso la salvaguardia degli ambienti naturali in cui vivono. Il suo metodo scientifico, ben diverso da ogni altro intrapreso in precedenza, era basato su un rapporto di affettività vissuto senza l’utilizzo di gabbie, laboratori, premi e punizioni. La dottoressa Goodall è stata il primo essere umano accettato in una comunità di scimmie antropomorfe e ne ha dimostrato la prossimità alla nostra specie, attribuendo loro dei comportamenti fino ad allora ritenuti esclusiva degli esseri umani.

"Guardare negli occhi di questi animali è come guardare negli occhi un essere molto vicino. Vedo una personalità, una mente. Sento che mi immergo negli occhi di qualcuno che ha molto da insegnarmi". (Jane Goodall da un’intervista a Repubblica.it)

Questa sua consapevolezza l’ha portata a diventare una delle attiviste più note al mondo per quanto riguarda la difesa degli ambienti naturali e degli organismi che li abitano. Nel 1977 ha fondato il Jane Goodall Institute, una struttura che attraverso una gamma di iniziative e progetti propone attività di formazione alla sostenibilità ambientale e di intervento sul territorio. Da questa sua visione prende forma Trees for Jane.

Mille miliardi di alberi

Trees for Jane nasce con la volontà di affiancarsi alle altre campagne di piantumazione di alberi attive nel mondo. I due esempi più virtuosi sono senz’altro Trillion Tree Campaign e 1t.org, due progetti sostenuti dal Forum Economico Mondiale. Il numero di alberi che queste campagne congiunte puntano a piantare o preservare è impressionante: si parla di 1.000 miliardi di alberi entro il 2030, pari a 128 piante per ogni essere umano sulla Terra. Un numero che non nasce per caso: sul nostro pianeta sono infatti attualmente presenti circa tremila miliardi di alberi, ma secondo uno studio del 2015 pubblicato sulla rivista Nature, ne perdiamo 15 miliardi l’anno. L’eliminazione di queste risorse inestimabili procede in modo così inarrestabile che basta un dato per svelarne la tragica velocità: negli ultimi cento anni abbiamo visto la riserva di alberi del pianeta dimezzarsi, passando da seimila miliardi ai tremila attuali. Un battito di ciglia considerando i milioni di anni che sono stati necessari a costruire la biodiversità del pianeta. Jeff Horowitz, il co-fondatore di Trees for Jane, ha dichiarato:

Lo so che mille miliardi di alberi sembra un numero folleNon sto dicendo che raggiungeremo sicuramente questa cifra, ma vogliamo arrivarci il più vicino possibile”.

Ulteriore punto del programma è quello di rinverdire i centri urbani, incentivando la semina di nuovi alberi insieme alle comunità locali alle quali poi verrà chiesto di prendersi cura delle piante finché non avranno ben attecchito. Questo in particolare nei quartieri più poveri del mondo, dove c’è mancanza di aree verdi che risultano invece fondamentali per la sopravvivenza delle nostre comunità, perché oltre ad apportare benefici allo stoccaggio del carbonio (visto che un albero adulto assorbe in media tra 10 e 20 kg di CO2 all’anno) potrebbero aiutare a diminuire le alte temperature delle città.

Sulle pagine del Time, Jane Goodall sottolinea l'importanza di ispirare le persone all'azione. Scendere in prima linea per affrontare una battaglia che li riguarda in prima persona perché è il moto più diretto per non dare per scontata la natura e comprenderne la fragilità.

Se tutti partecipassero avremmo la possibilità di fare la differenza. Dobbiamo invertire l’impatto dei cambiamenti climatici e creare insieme un pianeta sostenibile per le generazioni che verranno”.

Credits:

Cover: Jane Goodall in compagnia dello scimpanzé Freud di Gombe. Distributed under a CC-PD-1.0 license via denstoredanske.lex.dk
Immagine interna 1: photo by Ankit Choudhary on Unsplash

Immagine interna 2: Jane Goodall. Photo by Mark Schierbeker, distributed under a CC-BY-SA-4.0 license via Wikimedia

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