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Architettura & Design
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In Jamaica Bay, il nuovo home concept anti-cicloni abbraccia i trend del living design

11 giugno 2021

Sembra quasi essersi mosso da un vecchio adagio siciliano il progetto che ha portato alla nascita delle nuove unità abitative fluttuanti e anti-ciclone al largo della penisola di Rockaway, in Jamaica Bay (New York), allo scopo di ripopolare l’area fortemente colpita dall’uragano Sandy.

“Loda il mare e attieniti alla terra” dice il proverbio siciliano che, prima ancora dei significati di natura metaforica, inquadra la terra come ambiente naturale dell’uomo e mette in guardia sulla congenita imprevedibilità del mare, la storica impossibilità per ogni essere umano di controllarlo, dominarlo, talvolta di contenerlo. Si pensi alle inondazioni causate proprio dall’uragano Sandy, che tra ottobre e novembre del 2012 colpirono sette Paesi provocando morti, feriti e danni a edifici e strutture quantificabili in decine di miliardi di dollari.

Una devastazione che interessò in misura massiccia anche la penisola di Rockaway, zona storicamente meta di surfisti e weekend di mare, di famiglie e fughe dalla cappa cittadina. Qui c’è tra le altre cose Rockaway Beach, conosciuta come la spiaggia urbana più lunga di tutti gli Stati Uniti, dove sembra dominare una perenne atmosfera di festa e vacanza. Ma dopo l’uragano la penisola ha visto la sua quotidianità letteralmente stravolta: centinaia di abitazioni ridotte in briciole, negozi e centri commerciali distrutti, spiagge e aree verdi che ancora oggi non sono tornate a mostrare i loro tratti originali.

C’è voluto del tempo, altro ancora ce ne vorrà di sicuro per giungere a un completo risanamento, ma come ogni disfacimento ne è seguita – a distanza di quasi 10 anni – una ricostruzione. Ricostruzione che – per dirla nei termini del sopracitato proverbio siciliano – “loda il mare”, prova ad assecondarlo e al contempo scrive una pagina nuova, piccola ma importante dell’architettura moderna.

Qui sono sorte infatti delle case che si adattano all’andamento delle maree, e che perciò salgono e scendono seguendo i naturali cambiamenti del livello del mare. Ideate dallo studio Rekstur al preciso scopo di ripopolare l’area dopo i disastri dell’uragano Sandy, sono composte di materiali da container e legno di frassino, che non a caso era per i Celti simbolo di rinascita e trasformazione. Due container impilati uno sopra l’altro e saldati insieme, a formare un’unica struttura a due livelli.

C’è già chi le ha definite abitazioni resilienti: sostenibili, eco-friendly, economiche, adatte all’ambiente che le circonda ma senza sacrificare nulla in termini di comfort e modernità.  Sì, perché c’è un aspetto che, più degli altri, ha rappresentato il principio guida nel muovere il progetto e l’iter completo dei lavori di costruzione; più della struttura anti-ciclone, più dell’incredibile luminosità, più della praticità, più dell’ottimizzazione degli spazi e del loro essere smart.

Più di tutto, c’è la totale sintonia dell’abitazione con la natura circostante, rispettata e assecondata in uno dei più brillanti esempi di architettura galleggiante. Ecco quindi che “lodare il mare” può non significare solo stare a osservarlo, contemplarne bellezza e imprevedibilità con fare passivo e timore invalidante; perché si può cercare di pensare, ideare, delineare e costruire delle strutture che al mare si adattino, così come alla più estesa natura. Si va allora a contribuire a un home-concept che varia al variare dell’ambiente, di cui si cercano di contenere i rischi ma al contempo se ne sfruttano tutti i vantaggi.

Lo evidenzia con chiarezza lo stesso architetto a capo del progetto, Adam Wiesehan, parlando dell’obiettivo esplicito di costruire una residenza “resiliente e sostenibile che rispondesse alle esigenze dell’ambiente, ma non privasse i residenti di nessun agio”. Il tutto dando vita a un’architettura galleggiante che rispetta il suo bisogno più immediato, ovvero quello di una “piena sintonia col mondo naturale”.

Il risultato è più che mai efficace, con la riqualificazione di una vasta area che porterà ancora addosso le cicatrici di una circostanza tragica, ma che proprio da quelle cicatrici sembra finalmente pronta a ripartire, ricalcando alla perfezione il concetto di resilienza.

Ripartire in sicurezza, economia e con un deciso tocco cool che sembra poter presto rendere quest’area al largo della penisola di Rockaway la residenza gettonata da una crescente fetta degli abitanti di New York, pronti ad allontanarsi finalmente dall’immaginario comune che li vede alla disperata ricerca di uno spazioso appartamento sulla 5th Avenue. E se per una volta andassero alla ricerca di una casa container ormeggiata in un porto nel quartiere del Queens?

Cover via Instagram @rekstur

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