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Fotografia
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La prima fotocamera digitale fu inventata nel 1975 da Steven Sasson ma nessun colosso della fotografia la prese in considerazione

02 luglio 2021

A raccontarlo oggi sembra quasi impossibile, ma quando nel 1975 il giovane ingegnere Steven Sasson propose alla Eastman Kodak, l’azienda per cui lavorava, la prima fotocamera digitale della storia, ottenne un rifiuto netto da parte dei vertici del colosso statunitense della fotografia. Ancora più assurde sembrano oggi le obiezioni ricevute da Sasson, le stesse che motivarono la decisione della compagnia di mettere da parte il progetto e tenerlo segreto. La replica dall’azienda suonava come: “a chi interessa vedere le fotografie in TV?”.

Un’osservazione giustificata dalla qualità delle immagini di allora che, traslate su uno schermo, avrebbe effettivamente restituito un risultato sfocato, per nulla soddisfacente.  Sasson obiettò che essendo il progetto così avveniristico, la qualità delle foto sarebbe notevolmente migliorata con i giusti investimenti e che anzi, poteva essere l’occasione giusta per pensare a un salto in avanti tecnologico per il mondo della fotografia.

C’era però un altro problema da considerare: il processo in digitale non prevedeva l’uso dei rullini analogici e la Eastman Kodak produceva enormi quantità di pellicole. Tutto nel suo flusso lavorativo e di marketing quotidiano – dalla produzione alla distribuzione, fino alla pubblicità e ai piani di vendita – si fondava sul rullino. Si può affermare senza timor di smentita che circa 7 rullini su 10 in vendita negli anni ‘70 in tutto il mondo erano a marchio Kodak. A riprova della centralità dell’azienda nel processo che dallo scatto portava alla fotografia, c’era il suo slogan: “Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto”. Ecco perché di fronte a uno scenario che tagliava fuori la principale fonte di guadagno, Eastman Kodak decise di tutelarsi mettendo definitivamente da parte il progetto.

Per questo motivo bisognerà attendere oltre 10 anni prima che il brevetto, datato 1978, si trasformasse in un prodotto, in quella che venne definita “fotocamera elettronica”. Era il 1989, l’anno che ancora oggi è conosciuto come quello della prima fotocamera digitale che cambiò per sempre il mondo della fotografia. Ma anche così l’azienda tagliò fuori da ogni tipo di rivendicazione o commento pubblico Sasson che, come da accordi, non avrebbe dovuto mai parlare con nessuno della storia originale.

Fortunatamente questa storia di incomprensioni e genialità non riconosciute ci riserva un lieto fine. Nel 2009 l’allora presidente degli USA Barack Obama assegnò a Steve Sasson la National Medal of Technology and Innovation, vale a dire la medaglia nazionale per tecnologia e innovazione, massimo riconoscimento che il governo statunitense conferisce a scienziati, ingegneri e inventori. Un’onorificenza che sottolineò l’importanza del suo lavoro, cambiandone per sempre anche l’immagine pubblica e il ruolo nella storia della fotografia.

Cover via Pagina Facebook @RPI.EDU – Rensselaer Polytechnic Institute

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