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Benvenuto autunno: 5 libri per completare il cambio di stagione

03 ottobre 2021

L’estate è per antonomasia il tempo votato alla celebrazione del nostro potenziale sensoriale nel mondo libero, all’aperto, il tempo che precede il ben più riflessivo autunno, da noi istintivamente percepito come un momento dell’anno più intermittente, fatto di slanci e pause.

Come invertire l’inerzia? La letteratura è l’arte umana per eccellenza in grado di dilatare i significati e offrire prospettive nuove. Ecco cosa leggere, allora, nelle prossime settimane, per celebrare l’autunno intransigente.

Boschi reali e leggendari, meravigliosi e spaventosi

Se anche per noi, come per Camus, l’autunno non è altro che una seconda primavera “quando ogni foglia è un fiore”, il libro giusto per celebrare il crepuscolo e ricostruire idealmente il contatto con la natura perduta è “Troverai più nei boschi” di Francesco Boer (Il Saggiatore, 2021), il cui titolo, tratto da una massima di San Bernardo di Chiaravalle, è una vera e propria esortazione a non leggere: “Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà” 

Per capire davvero la natura è fondamentale imparare il suo linguaggio. Il saggio di Boer, in tal senso, è un manuale perfetto. Bellissime illustrazioni ci portano per mano nel microcosmo boschivo, dove le stagioni si alternano modificando scenografie. Ogni manifestazione della natura, che si tratti di un fungo, un nido di passeri e una ragnatela, nelle pagine di Boer si trasfigura come per magia in una geografia simbolica in cui coesistono porte verso gli inferi, corone di gioielli che impreziosiscono i rami e tripudi di geometrie armoniose.

Il bosco può essere, al tempo stesso, un luogo meraviglioso e orrorifico. Simbolicamente, per Jung, rappresenta i pericoli dell’inconscio, ma nelle epoche passate non mancavano i pericoli concreti per chi, rifiutando il comfort della città, sceglieva di viverci in prossimità. Si spiega così, con l’atavico senso di terrore che specie quand’è buio i boschi suscitano in molti di noi, l’enorme successo che ottenne “Il Wherwolf” di Hermann Löns, (De Piante, 2021), già alla sua prima edizione nel 1910.

Settecento mila copie per un romanzo travolgente che ammicca ai grandi miti nordici e li ripropone nella vita di un villaggio immerso della Bassa Sassonia durante la sanguinosa Guerra dei Trent’anni. Le foreste della landa di Luneburg sono attraversate da assassini, soldati di ventura, eserciti esausti, mercenari, e la vita umana non vale niente. Eroici, alcuni contadini locali si uniscono in una confraternita di uomini lupo per affrontare i loro nemici e difendere le proprie famiglie.

Non così violento, ma forse anche più cupo per i misteri che potrebbe ospitare, è il bosco nebbioso che circonda Montezenta, immaginario paesino romagnolo in cui opera la commissaria Lisa Mancini, protagonista del primo romanzo di Francesca Serafini, dal titolo Tre Madri (La Nave di Teseo, 2021). Cos’avrà spinto Lisa, nel pieno di una carriera investigativa di successo all’Interpol di Lione, a ripiegare in un paese di quella provincia italiana dai ritmi lenti che potrebbe essere identica in Francia, negli Stati Uniti o in Cina? Che fantasmi personali dovrà affrontare, come chiunque di noi, per riuscire nella sua impresa personale che consiste nel ritrovamento di River, un ragazzo scomparso? Linguisticamente raffinato, Tre Madri sa sorprendere per la forza evocativa con cui scava nei sentimenti umani.

L’autunno della vita e quello di una relazione

E se metaforicamente l’autunno, troppo spesso, è equiparato ai momenti in cui le relazioni o le cose della vita stanno per volgere al termine, grazie a Randagi di Marco Amerighi (Bollati Boringhieri, 2021, è possibile ribaltare totalmente questa prospettiva. Nel romanzo che Sandro Veronesi (Premio Strega 2020 con Il Colibrìha definito “magistrale”, Amerighi muove i suoi protagonisti come un vero e proprio demiurgo della giovinezza, come un esperto burattinaio che crea caratteri indimenticabili e originali ed è abilissimo – attraverso una scrittura brillante e in grado di affascinare e affabulare – a creare incontri decisivi tra esseri umani. Incontri magici, di quelli che possono cambiare un’esistenza intera, proprio come può fare ogni nuova stagione della vita. Quando la nostra anima si apre all’ignoto ed è pronta a lasciarsi travolgere da pagine nuove, da leggere o ancora da scrivere.

Una tematica, quest’ultima, che nel romanzo di Stefano Sardo e Valentina GaiaUna relazione (HarperCollins, 2021), è analizzata invece attraverso lo sdoppiamento dei punti di vista. Sardo e Gaia hanno avuto una vera storia d’amore finita male, e in quest’opera d’esordio a quattro mani che è diventata un film in concorso a Venezia e che ammicca alla serie di successo The Affair, sanno ripercorrere lo spettro di tutte le emozioni di tanti anni passati insieme, tra accelerazioni amorose, incomprensioni e dolore, con sincerità e profondità, fino al momento in cui l’autunno dei sentimenti preannuncia l’arrivo dell’inverno, quando serviranno libri nuovi.

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