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Beatles vs Queen: chi ha inventato il videoclip musicale?

14 ottobre 2021

La storia della musica è piena zeppa di primati contesi, ma quando si parla di stabilire il primo videoclip musicale della storia tutto si fa ancora più complesso. Nel corso degli ultimi cinquant’anni, il videoclip musicale è diventato parte sempre più integrante del processo pubblicitario di un brano, prima con la diffusione della TV, poi con l’arrivo del web, tanto che ormai è praticamente impossibile immaginare il singolo di un grande artista senza associarlo al video che lo accompagna. Ma prima di MTV, prima ancora che questo irrinunciabile mezzo promozionale avesse un suo linguaggio, qual è stato il primo artista che ha pensato di affidare all’obiettivo di una cinepresa il destino del suo brano?

Una questione non banale

Nel cercare di attribuire un’identità al precursore di MTV, bisogna fare un distinguo importante: esiste una differenza abissale tra un videoclip, inteso come l’unione tra musica e immagini, e un videoclip pubblicitario. Specialmente dal momento in cui, negli anni ‘60, quest’ultimo formato sbarcò in ambito televisivo. Già prima della TV, infatti, esisteva una tradizione molto lunga di film e corti cinematografici che possono essere associati ai videoclip musicali. Il regista russo Sergej M. Ejzenstejn, nei suoi appunti degli anni ‘20, quando il mondo era segnato dal passaggio dal cinema muto al sonoro, teorizzava già concetti come il montaggio metrico e il montaggio sonoro, ovvero la capacità della musica di fare da collante tra alcuni elementi del film. Come si diceva, fu l’arrivo della TV a sconvolgere tutto, così come l’ascesa della cultura pop tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio dei ‘70. Proprio in questo decennio cominciarono ad affacciarsi sulla scena i videoclip realizzati a scopo promozionale.

Le prime apparizioni dei Beatles

Beatles furono tra i primi a comprendere il potere della televisione e dell’impatto di un videoclip sulla diffusione dei loro brani. L’esigenza iniziale, quella di registrare le loro performance musicali, nasceva anche dalla volontà di promuovere le loro uscite discografiche senza dover essere presenti di persona, specialmente in paesi lontani come gli Stati Uniti. Così i Fab Four si impegnarono nella realizzazione di lungometraggi come Help! (1965), o veri e propri corti come quelli di Strawberry Fields Forever e Penny Lane (entrambi del 1967), utilizzando un linguaggio sperimentale volutamente differente da quello cinematografico, prendendo la distanza dalle semplici registrazioni delle esibizioni dal vivo. Proprio questi ultimi due video sono stati selezionati dal MoMa di New York come due tra i più influenti degli anni ‘60.

Bob Dylan prese esempio da loro per il suo Subterranean Homesick Blues, registrando un corto in cui lui stesso sfogliava grandi cartelli con su scritte le parole della canzone.

Il videoclip come strumento di Marketing: Bohemian Rhapsody 

All’inizio degli anni ‘70 lo strapotere della televisione accelerò sempre più l’evoluzione del linguaggio dei videoclip, espresso all’interno di trasmissioni televisive come le australiane “Countdown” e “Sounds”, il britannico “Top of the Pops” e l’americano “Video Concert Hall”. Questi show furono i capostipiti di quella che, nel 1981, sarebbe diventata la “Music Television”, ovvero il canale MTV, un vero e proprio fenomeno generazionale. E qui entrano in gioco i Queen.

Nel 1975, ben 6 anni prima del lancio di MTV, usciva il videoclip di Bohemian Rhapsody, il primo singolo di successo mondiale per il quale il videoclip ha giocato un ruolo fondamentale nella campagna marketing. Grazie all’utilizzo totalmente nuovo di regia, effetti speciali e una massiccia post-produzione, il video gettò le basi per un cambiamento epocale, stravolgendo il mercato musicale mondiale. E pensare che fu realizzato in sole 4 ore e con un budget risicatissimo di circa 4.500 sterline, al solo scopo di darlo “in pasto” al programma “Top of the Pops”. Grazie a Bohemian Rhapsody le etichette discografiche cominciano a comprendere le potenzialità comunicative dei videoclip, incoraggiando i loro artisti a produrne regolarmente per promuovere i singoli di maggior successo.

Video killed the radio star

Ecco perché la diatriba sul primo videoclip della storia è ancora accesa tra gli appassionati. Se si può dire senza timore di smentita che i Beatles siano stati tra i primi, se non i primi in assoluto, a realizzarne uno, si può anche sostenere che siano stati i Queen a trasformare il videoclip in ciò che è oggi. A metterlo sotto i riflettori come il potente strumento di promozione che è, e a dare il via a una vera e propria grammatica, oggi del tutto codificata, che possiede una dignità diversa da quella del cinema o della televisione.

Come si diceva in apertura, la storia della musica è piena di primati contesi, e quando si parla del primo videoclip musicale bisogna essere pronti a un coup de théâtre non indifferente. Il 1° agosto 1981 partirono a New York le trasmissioni di MTV, la Music Television che nasceva proprio per mandare in onda i videoclip musicali presentati per la prima volta dai conduttori chiamati veejay. La prima, simbolica, clip a essere lanciata sul canale fu Video Killed the Radio Star.

L’esordio fu così dirompente che, in barba alla diatriba tra Beatles e Queen, porta il video della canzone dei The Buggles ad essere spesso erroneamente indicato come primo videoclip della storia. Forse non sarà stato il primo in assoluto, ma in qualche modo aveva previsto che da quel momento in poi la fortuna di un brano non sarebbe stata esclusivamente decisa dalla radio.

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