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5 lezioni di leadership che gli uomini possono imparare dalle donne

27 luglio 2020
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Oggi, sebbene ci sia più attenzione alla parità di genere e al garantire alle donne l’accesso ai ruoli apicali, troppe delle soluzioni suggerite per raggiungere questo risultato si fondano sull'idea secondo cui le lavoratrici per avere successo nella vita debbano emulare gli uomini. Al contrario, invece di incoraggiare le donne a imitare i comportamenti e le attitudini proprie degli uomini di potere, bisognerebbe spronare i leader uomini a replicare quei comportamenti virtuosi tipici della leadership femminile, che spesso passano inosservati. Questo creerebbe nuovi esempi di figure competenti alla direzione, che potrebbero ispirare tutti, aldilà del genere di appartenenza.

Le “lezioni di leadership” che gli uomini possono imparare dalle donne, secondo il professore di Psicologia del lavoro alla University College of London e alla Columbia University, Tomas Chamorro-Premuzic, e secondo Cindy Gallop, nota consulente pubblicitaria e attivista, sono almeno 7, come raccontano in un articolo sul magazine Harvard Business Review. L’idea che il potere sia una prerogativa maschile è un mito difficile da scardinare, anche se negli anni a riguardo si sta acquisendo maggior sensibilità sul tema. Anzi, come Chamorro-Premuzic e Gallop rendono noto, un gran numero di studi – compresi quelli effettuati con meta-analisi – provano che le differenze di genere non contano quando si parla di doti da leader o che, quando incidono, premiano le donne.

Le regole sintetizzate da Chamorro-Premuzic e Gallop sono facili da seguire e aprono un ampio specchio di riflessioni. La prima è “Non farti avanti se non hai nulla per cui farti avanti”: per troppo tempo sui luoghi di lavoro l’autopromozione e in generale comportamenti troppo aggressivi volti a ottenere credito sono stati considerati un pregio. In un mondo equo, però, la realizzazione professionale non deve scaturire dalla prepotenza, e questa è una regola di vita che gli uomini possono imparare dalle donne che tendono a essere decise, ma senza prevaricazioni.

Il secondo consiglio è “Conosci i tuoi limiti”. Vivere in un mondo in cui il mantra “credi in te stesso” è abusato quotidianamente in diversi ambiti ci ha fatto dimenticare la differenza che intercorre tra autostima e presunzione e fa sì che troppe persone nel mondo del lavoro propendano per la seconda. Le donne, che per secoli sono state accusate di essere eccessivamente insicure, hanno invece imparato più degli uomini ad apprezzare i propri pregi e a riconoscere i propri limiti. Le persone che si sforzano di valutare il loro lavoro nel modo più oggettivo possibile, sono anche quelle che imparano più velocemente dai propri errori e che si impegnano per migliorare. A questa lezione, segue la terza: “Motivare con le tecniche di transformational leadership”. Le donne sono infatti più capaci degli uomini a comandare un team facendo leva sull’ispirazione, sul lavoro di gruppo e riuscendo a far visualizzare un obiettivo. Teorie riassunte nella tecnica denominata appunto leadership trasformazionale, i cui benefici sono stati ampiamente dimostrati. Se gli uomini imparassero a entrare in empatia con il loro team di lavoro, diventerebbero leader più capaci.

Siccome, inoltre, gli uomini sono generalmente più concentrati su se stessi rispetto alle donne, hanno maggiori probabilità secondo alcuni studi di comandare in modo narcisistico. Se un leader vuole migliorare le proprie prestazioni, il consiglio di Chamorro-Premuzic e Gallop  è quello di adottare uno stile di leadership meno egocentrico. La quarta regola che gli uomini dovrebbero apprendere è quindi: “Metti i tuoi lavoratori al primo posto”. Il quinto suggerimento, poi, andrebbe affisso in ogni ufficio: “Non comandare, empatizza”. L’idea che per essere autorevoli sia necessario intimorire rientra in una concezione ormai superata dei rapporti di lavoro. Le teorie sulla leadership del Ventunesimo secolo richiedono che i leader stabiliscano una connessione emotiva con i loro gruppi di lavoro, e gli uomini possono imparare molto su come farlo efficacemente osservando ed emulando le donne.

“Concentrati per far migliorare gli altri”: questa la sesta lezione di Chamorro-Premuzic e Gallop. Studi recenti dimostrano, infatti, che le leader utilizzano i feedback dei colleghi e la gestione del lavoro per aiutare tutti a crescere umanamente e professionalmente. Le donne sono più consapevoli degli uomini che il raggiungimento di un risultato è la sintesi dell’impegno del gruppo e che il ruolo del leader è quello di dare una visione di insieme, un obiettivo, e di valorizzare contemporaneamente le individualità in modo che possano contribuire al raggiungimento del risultato.

La settima e ultima regola, infine, è: “Non dire di essere umile. Sii umile”. Chamorro-Premuzic e Gallop raccontano che, a causa del loro lavoro, negli ultimi vent’anni hanno conosciuto un gran numero di manager che si autodefinivano umili, ma che nei fatti si dimostravano presuntuosi e narcisisti. Esistono differenze di genere quando si parla di modestia e spesso le donne sono favorite. La modestia e l’umiltà sono due caratteristiche fondamentali per crescere imparando dai propri errori, prendere nella giusta considerazione il punto di vista altrui e impegnarsi a migliorare.

La riflessione condotta dai due specialisti si collega al libro di successo pubblicato da Tomas Chamorro-Premuzic nel 2019 – Perché così tanti uomini incompetenti diventano leader? (e come risolvere questo problema) – che per la prima volta ha affrontato una verità che in pochi avevano avuto il coraggio di dichiarare ad alta voce. Chamorro-Premuzic esamina infatti in dettaglio questa domanda, attingendo a una vasta gamma di prove di ricerca a suffragio delle proprie argomentazioni. “Dobbiamo avere leader competenti, umili ed etici”, spiega l’autore, "Dal momento che gli uomini tendono a essere in media più fiduciosi... e più narcisisti, questo spiega anche perché così tanti uomini, specialmente quelli incompetenti, ricoprono ruoli di potere quando non dovrebbero”. Il risvolto di questa ricerca è che gli studi indicano che le donne tendono a ottenere punteggi più alti in termini di capacità di leadership rispetto agli uomini.

Dato che le ricerche confermano che la presenza di uomini nei ruoli di potere non corrisponde a un loro particolare talento nelle capacità di comando, come hanno detto anche Tomas Chamorro-Premuzic e Cindy Gallop, parrebbe più logico sovvertire la strategia che viene suggerita da anni alle donne, incoraggiando gli uomini ad adottare alcuni dei comportamenti di leadership che accomunano le donne e che si rivelerebbero più efficaci per raggiungere il miglior risultato.

Evidenziare le doti che legano le donne leader e proporle agli uomini che ricoprono posizioni omologhe per trarne ispirazione, è quindi secondo gli studiosi un modo per incoraggiare il mondo del lavoro a seguire metodi alternativi, più giusti e democratici, oltre che un incentivo per la crescita personale e professionale di molti. La chiave, come in tutto ciò che caratterizza gli esseri umani, è nella collaborazione: un concetto ampio che ne contiene al suo interno tanti altri, come l’umiltà, il confronto, il rispetto del prossimo e la capacità di autovalutazione.

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