Letture
9 minuti
Economia
Economia

Ci sono momenti in cui concentrarsi sembra impossibile. In questi casi, la tecnica ci viene in aiuto.

08 settembre 2020
autore:

Per molti imprenditori, leader e creativi, mantenere alta l'attenzione non è mai stato così difficile. Secondo la rivista New Statesman, con sede nel Regno Unito, le persone che su Google hanno cercato “come concentrarsi” sono aumentate del 300% tra febbraio e l'inizio di maggio 2020. Ormai si cercano costantemente nuove maniere per restare focalizzati in un mondo che prova di continuo a distrarci. Di recente, la scienza ha confermato che anche il cioccolato fondente può aiutare nell’impresa. Il professore della Northern Arizona University Larry Stevens ha condotto una ricerca che è arrivata alla seguente conclusione: “Il cioccolato è davvero capace di stimolare e attivare la mente in maniera speciale, soprattutto la parte del cervello dedicata all’attenzione”. Ma per non abusare di cacao esiste un altro antidoto alla mancanza di concentrazione: pensare in modo strategico anziché frenetico. La buona notizia è che il pensiero strategico è una pratica che si può imparare ed è in grado di generare nuove idee e creare connessioni brillanti e inaspettate. Ecco tre modi per sviluppare questa capacità, imparando a focalizzarsi sul quadro generale.

Passare di continuo da un'attività all'altra inibisce la capacità di elaborare nuove informazioni. Per questo, la prima cosa da fare è trovare il tempo necessario per riflettere. In un articolo per l’Harvard Business Review, la consulente di leadership Jennifer Porter spiega che: “La riflessione offre al cervello l'opportunità di fermarsi nel caos, districare e ordinare attraverso osservazioni ed esperienze, considerare molteplici interpretazioni possibili e creare significato”. Fermarsi a pensare è fondamentale per orientare le scelte future, a prescindere da quale siano la propria occupazione o le proprie inclinazioni personali. Il tempo passato a riflettere si rivela salutare perché ci aiuta a vedere le cose nella giusta prospettiva e a farci assumere un atteggiamento positivo e non eccessivamente severo nei confronti di noi stessi.

Anche il triatleta australiano Craig “Crowie” Alexander sottolinea quanto le ore passate a riflettere e analizzare la realtà abbiano avuto un impatto decisivo nei suoi successi sportivi, infondendogli sempre grande sicurezza nelle proprie capacità. Alexander racconta di come, dopo ogni gara, lui e il suo team facciano il punto su cosa sia andato bene e cosa potrebbe essere migliorato: in questi momenti si dedicano a valutare ogni piccolo dettaglio che influisce sulla performance, dalle attrezzature utilizzate allo stato emotivo di Craig durante la prestazione. Allo stesso modo, è consigliabile ritagliarsi un’ora al giorno per dedicarsi alla riflessione, pensando a questa pausa come a un impegno quotidiano inderogabile in cui ridurre al minimo le distrazioni per porsi domande con un forte impatto potenziale sul lungo termine.

Il pensiero strategico è essenziale: abbracciarlo significa avviare un percorso non sempre facile in cui potrebbero emergere dubbi e insicurezze che però è sempre utile e costruttivo affrontare. Bisogna avere la forza di perseverare in questa inizialmente faticosa abitudine per arrivare al secondo step, ossia essere in grado di affrontare il cambiamento. Nel momento dedicato alla riflessione non si affrontano solo il passato o il futuro, infatti, ma anche i cambiamenti che si stanno verificando nel presente: è necessario lavorare per assimilare anche le evoluzioni meno gradite della propria vita. In questo senso può essere utile tenere a mente un insegnamento cardine del buddismo: “Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è”.

In The Obstacle Is the Way, Ryan Holiday ricorda l’idea alla base dello stoicismo: sopportare il dolore e le avversità con perseveranza e resilienza. Holiday spiega che gli stoici si concentravano su ciò che potevano controllare, accettando il resto e trasformando ogni nuovo ostacolo in opportunità. Nel loro libro Switch: How to Change Things When Change Is Hard i due autori Chip e Dan Heath vanno oltre e paragonano l’emotività a un elefante e la ragione a un uomo costretto a cavalcarlo. Il desiderio dell'elefante di ricevere una gratificazione immediata si oppone alla forza di volontà del suo cavaliere, che prova a contenere l’istinto dell’animale per adottare una visione a lungo termine. A volte si vorrebbe pianificare e pensare con lucidità, andando oltre il momento presente, ma scegliere di agire come l'elefante è una tentazione difficile da domare, anche quando si possiede la razionalità del cavaliere. In realtà, per raggiungere un obiettivo bisogna spesso apportare modifiche alle nostre abitudini e a noi stessi e ciò richiede sia la pianificazione e la capacità di dare direzione del cavaliere che l'energia e la determinazione a tratti irrazionale dell'elefante. Se si sceglie di assecondare solo il pensiero razionale si avrà infatti comprensione ma non sufficiente motivazione, mentre se si decide di agire seguendo le emozioni ci si lascerà prendere dall’enfasi, rischiando di sprecare la propria passione senza incanalarla in una giusta direzione. Pensare in maniera strategica significa saper coniugare questi due approcci.

Il terzo è ultimo passo da fare, poi, è ampliare la propria prospettiva. Gli anglofoni usano l’espressione “think outside the box”, “pensare fuori dalla scatola”, per invitare a osservare le cose da un altro punto di vista. In alcuni casi è necessario lavorare per riuscire a imporre un rovesciamento dei propri schemi mentali, ma lo si può fare sfruttando diversi stratagemmi. Per esempio, il viaggio rappresenta sempre uno dei modi migliori per coltivare nuove idee. Anche quando è difficile spostarsi fisicamente si possono trovare comunque nuovi modi per connettersi con persone diverse da sé, che ci spingano alla sfida e al confronto. Per avere una nuova visione, si può decidere anche di creare una sessione di brainstorming con un amico o un collega, o di avvicinarsi ad argomenti al di fuori della nostra gamma di interessi.

Un’opportunità di arricchimento è rappresentata anche da libri e podcast. Se si ha tempo, un’altra idea è quella di seguire un corso online o guardare delle presentazioni dal vivo, mentre se si lavora in un’azienda si possono anche esplorare le relazioni strategiche. Molte delle grandi realtà promuovono infatti la collaborazione tra dipendenti, clienti e altre organizzazioni proprio al fine di espandere il loro pensiero. Per esempio, Nike e Apple si sono unite per creare Nike+, mentre Barnes & Noble ha invitato Starbucks a creare dei bar all’interno delle proprie librerie. In Co-Create: How Your Business Will Profit from Innovative and Strategic Collaboration, l’autore David Nour spiega bene la differenza tra una semplice partnership e una relazione strategica: “Le partnership sono transazionali. Le relazioni strategiche sono trasformative”.

Per arrivare ad adottare il pensiero strategico è necessario avere confidenza anche con il pensiero laterale. Il pensiero laterale consiste nello sfidare un'ipotesi che la maggior parte della gente ritiene vera, riuscendo in questo modo a promuovere una nuova linea di pensiero. Basti pensare a ciò che veniva detto del Pc al suo esordio: molti erano convinti ci si trovasse di fronte a un giocattolo per appassionati di tecnologia che non avrebbe mai cambiato la vita a nessuno. Chi ha sconfessato questa tesi, scommettendo sulle potenzialità di questa tecnologia, è così diventato un punto di riferimento della storia degli ultimi 40 anni, come dimostrano personalità del calibro di Bill Gates o Steve Jobs.

Ampliare la propria prospettiva ed esercitarsi a pensare fuori dagli schemi è utile per risolvere anche i problemi sul posto di lavoro, in cui troppo spesso ci si accontenta di riproporre soluzioni già adottate in precedenza. Non cambiando mai prospettiva si finisce però per avere paura di adottare nuovi punti di vista o di vagliare opzioni inedite. Con una gamma più ampia di punti di vista si può invece creare qualcosa di completamente al di sopra e al di là di ciò che si otterrebbe scegliendo approcci convenzionali o già tentati. Per questo bisogna trovare il tempo di riflettere, mostrarsi disposti a sposare il cambiamento e ampliare i propri orizzonti. Solo così si potrà ritrovare il livello di concentrazione necessario per riuscire a pensare in maniera strategica e funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi.

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse