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Il gruppo Mimesis lancia Mimebù, casa editrice per l’infanzia. L’intervista alla responsabile Martina Pellegrini

18 maggio 2020
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Il gruppo editoriale Mimesis ha lanciato nel maggio 2019 una nuova casa editrice rivolta all’infanzia, sbarcata di recente anche online. Si tratta di MIMebù, fondata sul concetto di edutainment, ossia “il libero intreccio di education ed entertainment”. A guidarla si trova Martina Pellegrini, che abbiamo intervistato per scoprire cosa l’ha portata a questa avventura editoriale e quali sono i progetti in cantiere per il suo futuro.

Cosa ha guidato il percorso che ha portato dalla formazione universitaria alla guida di MIMebù?

La prima volta in cui ho messo piede in una casa editrice avevo sedici anni. Mi sono presentata alla Campanotto Editore con la richiesta di svolgere uno stage e con la ferma volontà di scoprire cosa nascondesse quel mondo. Dopo la laurea in lettere moderne, sono entrata in contatto con la Mimesis Edizioni, svolgendo attività redazionali e di promozione che mi hanno portata a Milano, dove ho proseguito gli studi magistrali specializzandomi in Editoria. Entrambe le mie tesi di laurea si sono concentrate sul mercato editoriale per ragazzi e sui possibili sviluppi digitali. Mentre proseguivo la collaborazione con Mimesis, ho conseguito un master in Editoria alla Cattolica. MIMebù è stata la naturale e fortunata realizzazione del mio percorso formativo, grazie alla scelta dei direttori del Gruppo Mimesis di affidarmi l’apertura e la guida della sezione ragazzi.

Come nasce l’idea di MIMebù?

Le diverse sigle editoriali del Gruppo Mimesis sono contraddistinte da una vocazione comune: il pensiero libero e indipendente. MIMebù la rispecchia appieno, senza barriere, stereotipi o pregiudizi di alcun genere. Qualità è la parola chiave che ci guida nella scelta dei titoli da pubblicare: selezioniamo materiale meritevole di attenzione, ma anche divertente e spassoso. Molte delle nostre firme appartengono all’Icwa (Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi), con cui sono entrata in contatto durante Bookcity. In questo modo ho avuto l’occasione di confrontarmi con presidente dell’associazione Fulvia Degl’Innocenti ed Ermanno Detti, continuando con Giuliana Facchini, Elisa Vincenzi e Roberta Fasanotti. Detti è un giornalista e scrittore che leggevo da tempo,fondatore e direttore della rivista di letteratura per ragazzi Pepeverde. Credo di non esagerare se dico che Pepeverde è stata e continua a essere per me una fonte inesauribile di conoscenza del panorama editoriale italiano, più di qualsiasi manuale di studio.

Qual è il target di MIMebù?

Bambini e ragazzi di ogni età, ma la verità è che preferiamo non dare dei veri limiti: divertirsi è un diritto di tutti. Certamente forniamo indicazioni di carattere generale, ma le nostre collane si distinguono principalmente per il contenuto e non per l’età. Al momento il catalogo ne comprende quattro: “MIMebook” raccoglie i nostri ebook interattivi; “Primi Passi” propone albi illustrati, libri gioco e prime storie; “Scacciapensieri” è dedicata alla narrativa, senza distinzioni di età e di genere; “La Civetta”, simbolo di Atena dea della saggezza e conoscenza, è il ponte che collega la nostra casa editrice alla Mimesis Edizioni e si propone di guidare bambini e ragazzi alla scoperta della filosofia.

Editoria cartacea e digitale hanno lo stesso peso?

Che sia cartaceo o digitale, ogni libro merita la possibilità di entrare nel nostro catalogo, che abbiamo inaugurato proprio con due ebook interattivi. Ho contribuito a entrambi in prima persona come autrice: Adriano il chicco di grano, che ha raggiunto il primo posto in classifica su Apple Books, e Zia Olivia racconta… Leonardo da Vinci. Con il 2020 siamo passati alla pubblicazione dei primi titoli cartacei.

Scrittrice oltre che responsabile di MIMebù, come si completano i due ruoli?

Non nego che fin da bambina il mio sogno fosse quello di diventare una scrittrice. Ho dovuto poi fare i conti con la realtà e, mentre continuavo a scrivere, ho costruito un nuovo sogno, alla scoperta di come si fanno i libri e del mondo dell’editoria. Oggi posso dire che, almeno in parte, ho realizzato entrambi i sogni. Se potessi tornare indietro, quando con un velo di tristezza ho scelto quel nuovo sogno più piccolo e modesto, direi a me stessa: “Vedrai, ti piacerà da impazzire”.

Articolo di Emanuele La Veglia

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