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Economia
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Se esiste una moda maschile nel mondo, il merito è tutto italiano

10 giugno 2020
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Le aziende che hanno reso famosa la moda italiana maschile nel mondo sono riuscite a farlo trovando un fortunato punto di sintesi tra la ricerca dell’eleganza e la volontà di darle subito uno stile che sia riconoscibile a tutte le latitudini. Una capacità che hanno sviluppato grazie all’intuito e alla scelta di produrre collezioni in cui a dominare sono state da sempre la passione e la voglia di sperimentare. Un aspetto interessante delle aziende più note dell’alta moda italiana per uomo è che queste, nonostante sviluppi diversi nel corso degli anni, sembrano seguire tutte una comune filosofia nel coniugare le proprie origini con i cambiamenti imposti dal mercato.

La storia di Giorgio Armani è un esempio di quanto la scelta di sperimentare possa essere un punto di forza se legata a un progetto coerente. I suoi abiti mostrano infatti un’evoluzione costante e allo stesso tempo uno stile sempre riconoscibile. Proprio questo approccio al lavoro, fondato sua una ricerca continua, lo ha reso nei decenni uno degli stilisti italiani più apprezzati nel mondo. “La mia moda nasce da un lavoro di sottrazione – ha raccontato Armani in un’intervista – dal rispetto per chi indossa l'abito, dall'idea di creare uno stile capace di resistere, pur evolvendosi nel tempo”.

Come lui, altri stilisti e fondatori di aziende italiane di moda hanno raggiunto la fama internazionale per aver elaborato delle linee in grado di rappresentare la loro idea di bellezza ed eleganza, senza mai ignorare i bisogni delle persone e i cambiamenti della società. È il caso dell’azienda a gestione familiare fondata nel 1918 a Trivero da Ermenegildo Zegna, specializzata in abbigliamento maschile di lusso. Il brand piemontese, riconosciuto come leader nell’abbigliamento formale da uomo, è noto per i dettagli degli abiti realizzati a mano e per la selezione accurata dei tessuti.

Dietro al successo di questa realtà imprenditoriale, tra le più longeve nel suo settore, c’è la decisione di tenere sempre fede ai principi del suo fondatore, senza però rinunciare a un aggiornamento costante che anticipi le esigenze dei consumatori. A segnare i primi anni della storia dell’azienda fu un obiettivo ambizioso: sfidare le aziende inglesi, che agli inizi del Novecento eccellevano sia nella produzione di tessuti di lana che in ambito sartoriale. Per poter competere con loro fece numerosi viaggi in Gran Bretagna, comprendendo l’importanza di osservare da vicino i suoi principali competitor. Ermenegildo Zegna apprese così tecniche di lavorazione avanzate e importò in Italia i migliori macchinari dell’epoca. Fu grazie a questo lavoro di preparazione che la sua azienda crebbe rapidamente, mostrandosi all’avanguardia e diventando nota non solo in tutto il territorio italiano, ma anche all’estero. Un risultato ottenuto anche con una strategia di marketing innovativa per l’epoca, poi adottata da molti negli anni successivi: l’aggiunta del nome del brand lungo i bordi dei tessuti.

La famiglia Zegna è stata una delle prime in Italia ad aver esportato le proprie collezioni all’estero: il brand è presente con punti vendita in oltre 40 Paesi, tra cui gli Stati Uniti e la Cina. Nel 1991 l’azienda di Trivero ha anche inaugurato la prima boutique di moda di lusso italiana a Pechino. Questo primato ha permesso di rafforzare con gli anni il rapporto con la clientela cinese, tanto che attualmente sono presenti oltre 60 store nelle più importanti città cinesi. A ottobre scorso è stato poi aperto un ampio negozio Ermenegildo Zegna anche all’interno di uno dei primi centri commerciali di lusso di Pechino: il China World Mall, definito come il luogo in cui la “Cina incontra il mondo”.

Tra le aziende italiane leader nelle produzione e nel commercio di materiali e capi d’abbigliamento e di lusso si distingue anche la piemontese Loro Piana, fondata da Pietro Loro Piana nel 1924. Di generazione in generazione il brand si è conquistato una solida reputazione in Italia e all’estero per la scelta e la lavorazione di materie prime rare e pregiate – come il “baby cashmere” del nord della Cina e della Mongolia, la vicuña delle Ande, la lana Merino extra-fine dell’Australia e della Nuova Zelanda e la fibra del fiore di loto della Birmania – e la costante ricerca dal punto di vista sartoriale.

La selezione di materie prime di alta qualità, insieme all’innovazione tecnologica costante hanno reso Loro Piana un punto di riferimento, tanto che nel 2013 la maggioranza delle sue azioni sono state vendute alla holding francese LVMH per due miliardi di euro. Al momento della vendita Pier Luigi Loro Piana, vicepresidente della Maison piemontese, aveva comunque precisato che l’azienda sarebbe rimasta fedele alla propria eredità e tradizione nonostante il passaggio di proprietà. Gli ultimi anni hanno confermato le sue parole, facendo ricredere buona parte di coloro che temevano un possibile snaturamento dell’identità Loro Piana.

La storia della moda maschile italiana dimostra che la predisposizione al cambiamento e la fiducia nel futuro devono essere punti cardine nel lavoro di imprenditori e stilisti. Ne sono una prova le parole di dell’umbro Brunello Cucinelli, che il 24 maggio scorso si è dimesso dalla carica di amministratore delegato della società da lui fondata nel 1978 a Castel Rigone: “È con grande emozione e speranza che guardo al futuro dell’umanità e della nostra industria”. Il suo discorso è culminato con l’annuncio dei due nomi che prenderanno il suo posto: Luca Lisandroni e Riccardo Stefanelli. Una decisione non del tutto inaspettata da parte del “Re del cashmere”, che aveva già manifestato nei mesi scorsi la sua volontà di cambiamento e che continuerà a seguire il brand come Presidente esecutivo e Direttore creativo. Fiducioso sul futuro della sua azienda, a 67 anni Brunello Cucinelli ha scelto di puntare su due manager di successo poco più che quarantenni.

In oltre quarant’anni di attività, Cucinelli ha saputo imporsi sul mercato italiano e internazionale come un punto di riferimento soprattutto per le sue collezioni uomo. La sua biografia racconta la storia di un’azienda nata da un’idea, quella di colorare il cashmere, che si è rivelata vincente. Ma a decretare il successo del suo progetto imprenditoriale è stata anche una precisa visione della vita e del futuro. Parlando del suo lavoro durante la rassegna milanese Bookcity del 2018, ha posto l’accento sul fatto che non sia frutto della fortuna: “L’intuizione di colorare il cashmere è stata vincente, ma nulla, credo, succede per caso. Il colpo di fortuna non esiste. Le circostanze fortunate sì e noi possiamo fare molto per attirarle”. Da giovane Cucinelli è stato un attento osservatore della realtà, trascorreva ore a discutere con gli amici o a parlare con i frequentatori del bar del borgo umbro in cui viveva, convinto che le loro esperienze lavorative fossero risorse preziose di cui fare tesoro.

Un altro elemento importante è l’interesse che l’imprenditore ha da sempre manifestato per la filosofia: è proprio leggendo i grandi pensatori del passato che ha elaborato il suo personale concetto di bellezza e definito i valori che per lui non sono derogabili. Questa influenza lo ha anche portato ad avere un occhio di riguardo per il benessere dei suoi dipendenti, convinto che per rendere grande un’azienda sia necessario essere in grado di conciliare dignità, umanità, lavoro e bellezza.

Ad accomunare le diverse realtà imprenditoriali che hanno reso celebre la moda italiana e il nostro modo di vestire all’estero è stata la volontà di elaborare dei progetti che potessero durare nel tempo grazie a una loro evoluzione costante. Zegna, Cucinelli, Loro Piana hanno reso la moda italiana un must per gli uomini d'affari di tutto il mondo anche grazie all’intuizione che per mantenere il successo nel tempo sia necessario adeguare le idee alle esigenze dei clienti, senza però mai scendere a patti con la propria origine. Le storie dei grandi nomi della moda maschile italiana dimostrano che per concepire e produrre una collezione è fondamentale saper osservare quel che accade nel mondo: le idee migliori arrivano grazie a uno scambio costante con la realtà che ci circonda.

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