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Tech & Innovazione
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The North Face sta insegnando ai suoi designer come creare prodotti sostenibili

20 aprile 2020
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L’Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, sostiene che l’evidenza scientifica del riscaldamento globale sia inequivocabile; e il 97% degli scienziati che si occupano di clima concorda nel dire che ciò che sta succedendo al Pianeta è probabilmente dovuto all’attività umana.

È da queste prese di coscienza che un marchio come The North Face ha scelto di partire per rimodulare la propria attività. Cambiare rotta, si potrebbe dire, ma non sarebbe corretto, dal momento che il brand di abbigliamento e attrezzature sportive statunitense ha fatto dell’amore per la natura e del rispetto per l’ambiente il suo core business.

Attraverso l’innovazione, la ricerca e la massima cura, The North Face infatti celebra da sempre il Pianeta da scoprire e le vette da raggiungere, gli spazi incontaminati e le mete da conquistare; e quando l’amore per l’esplorazione porta lì dove la Terra porta i segni dei danni impossibile chiudere gli occhi e non iniziare a riflettere, e dunque ad agire.

Da oltre quindici anni, il marchio The North Face ha deciso di mettersi in moto per proteggere la natura e per dimostrare che l’innovazione e le massime prestazioni possono essere garantite anche nel totale rispetto dell’ambiente. Per farlo, il marchio è partito dal punto in cui tutto comincia in una filiera produttiva dell’abbigliamento: le materie prime. A rendere particolarmente inquinante il settore della moda infatti è la scelta delle fibre tessili e il ricorso a determinate sostanze chimiche che possono da un lato offrire prestazioni migliori, ma dall’altro impattare notevolmente sull’ambiente.

Per questo motivo, The North Face ha incrementato l’utilizzo di plastica e poliestere riciclati nei propri capi di abbigliamento; ha stilato per i fornitori la Restricted Substance List, una lista di sostanze da limitare “per ragioni normative, di sicurezza o ambientali” e ha contribuito alla creazione dell’Eco Index, un tool che misura l’impatto ambientale e sociale di abbigliamento, calzature e attrezzature sportive.

Se si parla di sostenibilità non si può prescindere anche dal benessere degli animali. Uno dei materiali più utilizzati per realizzare capi di abbigliamento sportivi e invernali è la piuma: The North Face ha dato vita al Responsible Down Standard, che permette la tracciabilità della filiera e un controllo sul trattamento degli animali in ogni stadio di produzione.

Un altro elemento del settore moda dannoso per il Pianeta è il dispendio di acqua ed energia generato dagli impianti di produzione, di distribuzione e dai negozi. The North Face ha iniziato perciò a prestare attenzione anche alla costruzione di questi spazi, ricorrendo quanto più possibile a materiali a basso impatto ambientale, riducendo gli scarti edilizi e privilegiando fonti di energie rinnovabili. Nella sede centrale europea, per esempio, il materiale più utilizzato è il legno, di cui il 60% è riciclato e il 40% è certificato dal Forest Stewardship Council, Ong che “identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici”.

Per quanto riguarda gli stabilimenti produttivi, The North Face ha poi stretto una collaborazione con Bluesign Technology, un sistema che fornisce servizi e soluzioni utili ad accompagnare le aziende nel loro percorso verso la sostenibilità. Grazie a questa collaborazione, dal 2010 al 2015 gli stabilimenti di The North Face hanno risparmiato un quantitativo di acqua pari a più di 470 piscine olimpioniche, energia pari a quella generata da più di 6403 automobili in viaggio, e sostanze chimiche pari a più di 212150 cisterne piene. Anche per i punti vendita, che risultano particolarmente difficili da controllare in ogni dettaglio, sono state tracciate delle linee guida che i negozi dovranno rispettare per essere allineati alla politica centrale.

Nonostante tutte le accortezze, le iniziative e il massimo impegno verso la sostenibilità, eliminare completamente gli sprechi è un traguardo irraggiungibile per un’attività industriale come quella di un brand di moda internazionale. Per questo motivo, The North Face ha scelto di compensare gli inevitabili consumi di CO₂ partecipando al programma Go Zero, che pianta, protegge e ripristina foreste e riserve naturali. Avendo compensato il 100% del dispendio energetico generato dal brand negli Stati Uniti, nel 2012 e nel 2013 The North Face ha ricevuto dall’EPA, l’Agenzia americana di protezione ambientale, il Green Power Leadership Award, che premia le organizzazioni che ricorrono a energie rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale.

Le conseguenze del cambiamento climatico sono ormai visibili da tutti noi: impossibile dunque per un marchio come The North Face restare a guardare e non agire, partendo da sé, e fondando la propria tradizione sull’amore per la natura, da esplorare ma soprattutto proteggere.

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