Articoli
5 minuti
Viaggi
Viaggi

Weekend mood: Dante. Ecco le nostre proposte per un fine settimana fuori porta nelle città del Sommo Poeta

10 giugno 2021

Il 2021 è l’anno in cui si celebra il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri. Un’occasione imperdibile per ricordare il Sommo Poeta e magari organizzare una gita fuori porta in una delle tante città che l’autore frequentò nella sua vita. Come sappiamo infatti Alighiero degli Alighieri passò quasi tutta la sua vita nell’amata Firenze ma, dopo l’esilio a cui fu condannato nel 1301, visse in numerosi luoghi, spostandosi alla ricerca di protezione, tristemente destinato a non tornare più nella città natia.

Ovviamente è proprio a Firenze che troverete la maggior parte delle attrazioni dedicate al Sommo Poeta. Il Museo Casa di Dante, un viaggio multisensoriale dove grazie all’aiuto della tecnologia scoprirete il poeta, il politico, il soldato, l’uomo Dante Alighieri a tutto tondo; la Chiesa di Santa Margherita dei Cerchi, dove il poeta si sposò con Gemma Donati, e la casa dove crebbe Beatrice sono tutti ottimi punti di partenza. Inoltre da qualche anno a Palazzo Vecchio è possibile vedere quella che è divenuta per tutti la “maschera Kirkup” (dal filantropo dantesco Seymour Kirkup che ne fu proprietario) ovvero quella che si dice sia il calco in gesso del viso del poeta, scolpito da Tullio Lombardo in occasione del restauro del sepolcro di Dante.

Da non perdere nell’itinerario fiorentino è senza dubbio anche il sasso di Dante, un grosso masso decorato con una targhetta che ne attesta l’autenticità, posto al lato destro del Duomo. Una pittoresca leggenda, o meglio una storia divertente, è legata a questo luogo. Si racconta che Dante fosse solito sedersi su questo masso e che proprio qui un giorno un viandante lo avesse interrogato sul “piatto più buono del mondo”. Dante rispose prontamente: “l’uovo”. Un anno più tardi lo stesso uomo passando aveva trovato Dante sempre lì, sempre seduto sul suo sasso, e gli aveva chiesto a bruciapelo: “con che?”. Il Poeta, famoso per la sua memoria, aveva risposto immediatamente: “Co i’ sale”, ricordando la domanda dell’anno precedente.

Due località importanti legate alla vita di Dante sono anche Bologna e Verona. Particolarissimo è il caso di Bologna, dal momento che si ritiene che Dante abbia trascorso diversi periodi in questo luogo, spostandosi anche per studiare presso l’università della città, ma nessun documento attesta il suo passaggio. Per Giulio Ferroni, esimio studioso di Dante, la sua sosta a Bologna nel periodo universitario è pressoché certa, sebbene non attestata.

Sicura è invece la presenza del Sommo Poeta a Verona, città che lo accolse dopo l’esilio e in cui visse per diverso tempo. In Piazza dei Signori si possono ammirare i Palazzi Scaligeri, che ospitarono il Poeta nel suo esilio, mentre recandosi nella chiesa di Sant’Elena si può visitare il luogo in cui Dante svolse la dissertazione Quaestio de aqua et terra davanti a illustri intellettuali e canonici del periodo. Sebbene non vi siano testimonianze certe, sono in molti a pensare che proprio dall’Arena di Verona il Sommo Poeta trasse l’ispirazione per ideare la struttura del suo capolavoro. I gironi della Divina Commedia riportano infatti alla mente la struttura del famoso anfiteatro romano.

Per chi invece volesse un luogo meno noto ma ugualmente legato alla figura di Dante, consigliamo il borgo di Fosdinovo, nella provincia di Massa-Carrara, dove si erge il Castello Malaspina. Qui il Poeta venne ospitato dalla famiglia Malaspina celebrata poi nell’VIII canto del Purgatorio (vv. 127-132) proprio per la sua ospitalità. Attualmente il castello è visitabile ed è possibile anche accedere alla stanza di Dante.

Rimanendo sui luoghi meno conosciuti anche il Castello di Romena, in provincia di Arezzo, è un’altra meta che avrebbe ospitato Dante durante l’esilio. Il castello viene menzionato nel XXX canto dell’Inferno e secondo alcuni fu proprio il paesaggio di questa zona a ispirare alcuni canti della Divina Commedia.

L’itinerario alla scoperta dei luoghi in cui visse Dante non può non passare per Ravenna, dove il Sommo Poeta morì e dove fu ospite alla corte di Guido Novello Da Polenta. Da non perdere è il Museo Dante nel quale è possibile ricostruire il viaggio del Poeta e visionare alcuni dei suoi preziosi cimeli. Proprio a Ravenna inoltre troviamo anche la sua tomba, protagonista di una vicenda incredibile. Dopo la morte di Dante e successivamente alla divulgazione di Boccaccio, la città di Firenze riscoprì il Sommo Poeta e ne rivendicò le spoglie. Per timore che le spoglie venissero trafugate dai fiorentini, i frati francescani nascosero la cassa di legno contenente il corpo dell’artista nel chiostro di Braccioforte. Quando vennero aboliti gli ordini religiosi da Napoleone e il convento fu chiuso, i frati decisero di celare in un luogo ancora più sicuro la cassa e la murarono dietro una porta dell’oratorio. Le spoglie mortali di Dante rimasero in questo luogo fino al 1865, quando un muratore, svolgendo i lavori di ristrutturazione del convento, si trovò di fronte una cassa di legno con sopra scritte le parole di frate Antonio Santo che in latino spiegava che dentro la cassetta erano contenute le ossa di Dante Alighieri.

Vuoi informazioni sulla nostra consulenza e sui nostri servizi?

Naviga il sito e vedi tutti i contenuti di tuo interesse